- Ottieni link
- X
- Altre app
- Ottieni link
- X
- Altre app
Trama: Troy Maxson, un netturbino della metà del secolo scorso a Pittsburgh, una volta aveva sognato di fare carriera nel baseball ma quando la Major League inizio ad ammettere giocatori neri era diventato troppo vecchio per farne parte. Lui cerca di essere un buon marito ed un buon padre ma il suo perduto sogno di gloria lo divora, spingendolo a prendere una decisione che rischierà di fare a pezzi la sua famiglia.
Regia: Denzel Washington
Attori: Denzel Washington, Viola Davis, Jovan Adepo, Russel Hornby
Commento: Ho visto questo film su Sky Cinema 1. La pellicola è l’adattamento cinematografico dell’opera teatrale del 1983, vincitrice del premio Pulitzer per la drammaturgia, “Fences” di August Wilson. Ambientato a Pittsburgh negli anni ‘50, “Barriere” narra le vicende della famiglia di Troy Maxson(Denzel Washington), un netturbino che combatte ogni giorno contro le ingiustizie sociali e i demoni interiori. Troy si è invaghito di una donna della middle class mettendo a repentaglio la sua unione con Rose(Viola Davis); con lei ha avuto il secondo figlio Cory(Jovan Adepo), un diciassettenne che sogna di sfondare nel football per entrare in un college universitario. Troy è stato campione nel baseball, ma anche in questo sport aveva subito la discriminazione per il colore della sua pelle e teme per Cory la stessa deludente sorte. Il suo primo figlio Lyons(Russel Hornby) cerca di diventare famoso con il jazz, ma è sempre senza il becco di un quattrino. Troy non ama il jazz: preferisce il blues ed è sempre in contrasto anche con Lyons, facendogli sudare i pochi dollari chiesti in prestito. “Barriere” sembra un film logorroico e opprimente, mentre è una storia di un vuoto finale prima dell’epilogo, della tristezza e di un sermone che all’unisono indicano plagio della vita e addio ad un sogno mai fatto. La regia è statica, con zero guizzi, i personaggi sono altrettanto statici, i dialoghi lunghissimi, resi quasi insostenibili da infiniti primi piani sui personaggi, la scenografia ancor più statica che si articola a malapena in 3 ambienti, la casa, il cortile e qualche rara e breve scena in città. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, ha vinto un premio ai BAFTA e 1 candidatura a London Critics.
Voto: 6½
- Ottieni link
- X
- Altre app
Commenti
Posta un commento